history la storia del chianti e di Caparsa
| NEI
PRESSI DI CAPARSA "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (Marcel Proust) |
Cenni storici, geografici e naturalistici
Dal Poggio la Croce - Vaso da mensa produzione etrusca del III secolo a.C. (foto ArcheoProgetti) |
Il chiantino nobile contadino di Caparsino cultore del buon vino
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Radda in Chianti è posta su una collina
a 535 m. s.l.m. in prossimità del Poggio la Croce (633
m. s.l.m.), sulle cui pendici, sl versante nord-ovest
(450 m. s.l.m.) è situata Caparsa. (vedi mappa) ALLE ORIGINI Sulla sommità del Poggio alla Croce sono stati rinvenuti interessanti resti di un antico insediamento etrusco frequentato da popolazioni dedite alla pastorizia nomade nel corso del VI secolo a.C.. L'antico insediamento fu sicuramente prescelto per la posizione sommitale e per la presenza delle sorgenti del Borro Sassicaio che qui danno origine ai fiumi Pesa importante tributario dell'Arno sul versante di Caparsa. L'uomo dell'epoca modificò il villaggio che nel VII secolo a. C. assunse la forma di insediamento stabile fortificato d'altura al cui interno sono stati ritrovati resti che testimoniano le normali attività domestiche quali la tessitura e resti di semi di vitis vinifera a conferma dell'antichità di questa coltura nella zona. Negli edifici residenziali sono stati ritrovati inoltre numerosi resti ossei a testimonianza delle attività di allevamento e venatoria. L'insediamento fu abbandonato repentinamente verso la fine del III secolo a.C. probabilmente a causa di un evento traumatico. Oggi l'area archeologica può essere meta di un interessante escursione anche per gustare le bellissime vedute. (per maggiori informazioni ArcheoProgetti tel. 055/2313662) MEDIOEVO Nella seconda metà del duecento, Firenze organizzò il suo contado in giurisdizioni autonome dette "Leghe", a capo di ciascuna delle quali stava un podestà. Nel 1415 Radda fu dichiarata capoluogo della Lega dei Chianti, ed in essa perciò ebbe sede il Podestà con giurisdizione sui terzieri di Radda, Gaiole e Castellina. La storia di Radda, per la posizione di confine, è influenzata dalla guerra tra Siena e Firenze. Subì danni e distruzioni nel 1230, a causa di una scorreria dei senesi nel 1268 e nel 1478 in seguito all'invasione delle truppe di Carlo d'Angiò. Del castello oggi restano solo avanzi di torri e tratti di mura; si conserva la struttura dell'antico borgo medievale, raccolto attorno alla Chiesa di S. Niccolò, ed al quattrocentesco Palazzo dei Podestà, oggi sede degli uffici comunali. AI GIORNI NOSTRI Negli anni 1950/'60 la riforma agraria e la progressiva scomparsa della mezzadria hanno spopolato le case sparse. La distanza dalle importanti infrastutture di comunicazione ha favorito prima l'abbandono e lo scarso interesse nella realizzazione di aree industriali e poi la rinascita che ha visto Radda divenire un importante centro turistico residenziale e vitivinicolo. Da sempre nodo viario del Chianti, raccordo di quel reticolo di strade che unisce piccoli borghi e fattorie isolate, oggi più che mai corre il rischio di uno sviluppo insostenibile. La minaccia trova origine nella rara attenzione per la tutela delle risorse naturali e paesaggistiche, nella scarsa sensibilità di alcuni imprenditori e nell'inefficace legislazione italiana a tutela del bene pubblico e in particolare dell'ambiente. La viticoltura esasperata ricorre sempre di più ai diserbanti che avvelenano la fauna e le falde idriche, gli abusi edilizi fanno spuntare lampioni ovunque che rendono i meravigliosi paesaggi notturni simili ad un albero di natale, e per finire frequenti dissennati tagli forestali completano l'opera. Tuttavia tutt'attorno e nel raggio di pochi chilometri si trovano luoghi e paesaggi di particolare interesse tramandati intatti fino ad oggi dalla sapiente cultura contadina. Per citare solo alcuni esempi il Convento dei Francescani oggi in fase di restauro, la Pieve di S. Maria Novella, Albola, Selvole, San Giusto, Badia Montemuro e infine Volpaia, piccola perla che con il suo castello del X secolo ispira ancora oggi una affascinante atmosfera medievale. Luca Robustelli |
Istrice (Hystrix cristata) Un assiduo ospite di Caparsa cultore dei giaggioli di Gianna
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Pettirosso (Erithacus rubecula) Cultore dei vermetti nei cumuli di letame sotto agli olivi
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Lepre (Lepus europaeus) Ama i prati non diserbati di Paolo
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Orchidea selvatica |
Bibliografia: - Siena il bello della provincia. Guida ai luoghi ed agli itinerari del territorio senese. A cura dell'Amministrazione provinciale di Siena - Radda in Chianti A cura della Pro loco, APT di Siena e Comune di Radda. |
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aggiornamento 05/10/01