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Inizia qui la pubblicazione di "Veglie a Porcignano"
di Reginaldo Cianferoni,
premio Pozzale per la narrativa 1986,
illustrato da Mino Maccari
Ogni mese saranno accessibili gli altri capitoli del libro che fu pubblicato in due edizioni da Bi & Gi editori s.r.l. - Verona.
Si ringrazia Reginaldo Cianferoni, proprietario di Caparsa, per il permesso accordatoci.
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere in alcun modo utilizzata, senza l'autorizzazione
scritta dell'autore.
"VEGLIE A PORCIGNANO" -
raccontate da Marcello Vanni
(Contadini, Nobili e Preti Chiantigiani fra conservazione e mutamento),
di Reginaldo Cianferoni, Copyright 1985-2002.
"Specialmente in inverno... alla sera, dopo cena, ci si riuniva nella grande cucina di qualche podere ospitante e , intorno al focolare, si suonava, si ballava e soprattutto si parlava, di tutto e di tutti...".
Questo era l'andare a veglia nelle campagne toscane della mezzadria e così si affinò quello che divenne una vera e propria arte del narrare, capace di recuperare la cultura e la socialità contadine e di "cantarle" secondo i modi personali e apparentemente improvvisati del narratore di turno, ma in realtà rispondendo alle precise regole di tutta la comunità.
Da questa "arte" è inteso ripartire Reginaldo Cianferoni per "ricercare la storia dei contadini e non soltanto dei contadini del Chianti", ricreando nella casa del mezzadro Marcello Vanni a Porcignano l'antica tradizione delle veglie; con una sola, piccola, aggiunta rispetto al passato: la presenza discreta di un registratore che gli ha poi consentito, secondo metodologie di storia orale già sperimentate, di ripercorrere fedelmente un arco di vita contadina di oltre mezzo secolo, dove si affollano i fatti e gli uomini che popolavano la campagna di giorno e le veglie di notte.
"Il calzolaio girovago che una volta fece una scarpa ad un contadino e tornò a fare l'altra dopo quattro anni... l'amore a seggiola nelle grandi cucine... la Rina aveva le gambe torte e corte ma il suo seno era abbondante e i suoi occhi dolci... il gerarca fascista, un uomo piccino piccino tutto immerso negli stivali... i bovi nascosti che, all'arrivo dei soldati alleati, furono i primi ad essere davvero liberati... il primo sindaco contadino comunista di Radda che non riuscì mai a dire "compagno" e chiamava tutti "pallino"...".
E' il mondo contadino, popolo subalterno nella storia, che narra dal suo interno la propria identità, compatta ma varia come il paesaggio toscano.
Prefazione - Pubblicazione
web 20/03/01
1.
Contadini del prete
- Pubblicazione
web 27/04/01
2. Ragazzi fra pecore, porci e vipere
- Pubblicazione
web 21/05/01
3. Vita da sacrestano e da scolaro
- Pubblicazione
web 08/06/01
4. Innamoramento a Santa Maria Novella - Pubblicazione
web 13/07/01
5. Vita in famiglia - Pubblicazione
web 25/08/01
6. Ragazze, spose e figlioli - Pubblicazione
web 4/10/01
7. Gli zii pinzi - Pubblicazione
web 6/11/01
8. Uomini dei boschi - Pubblicazione
web 4/12/01
9. Gente della fattoria - Pubblicazione
web 10/01/02
10. Vita nella comunità - Pubblicazione
web 20/02/02
11. Fascisti piccini piccini - Pubblicazione
web 13/03/02
12. Guerra nel Chianti
- Pubblicazione
web 13/04/02
13. Contadini senza soggezione - Pubblicazione
web 19/05/02
14. Esodo - Pubblicazione
web 19/06/02
Complementi alle Veglie
15. I confini di Bettino Ricasoli
- Pubblicazione
web 21/07/02
16. Nobili Chiantigiani
(di Mariella Menci) - Pubblicazione
web 27/08/02
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