L'ECO DI BERGAMO
TAR, al vaglio degli esperti
il nuovo piano venatorio
Il Tribunale amministrativo
regionale di Brescia ha chiesto nuovi elementi per poter giudicare il Piano
faunistico-venatorio della Provincia di Bergamo. Nell'udienza di ieri il
collegio giudicante del TAR ha infatti adottato un'ordinanza istruttoria per
avere da Regione Lombardia e Istituto nazionale di fauna selvatica ulteriori
elementi di valutazione e quindi potersi esprimere sul ricorso contro la
delibera provinciale presentato a gennaio da Wwf e Legambiente.
Il nuovo piano faunistico-venatorio della Provincia, con validità
quinquennale, è entrato in vigore il primo febbraio scorso. Le associazioni
ambientaliste ne criticano l'impostazione. Enzo Mauri, rappresentante delle
associazioni ambientaliste nella Consulta faunistico-venatoria della Regione,
dice: "Il Piano contiene solo una mera tutela degli interessi venatori
perché si ha solo un apparente aumento dei territori dove è vietata la
caccia. La Provincia, infatti, ha inserito fra le oasi di protezione, zone che
già di per sé sarebbero state vietate da altre norme, o comunque non utili
alla fauna e quindi alla caccia, quali aree nei pressi di strade e
abitazioni". Mauri è soddisfatto della scelta del Tar di approfondire la
questione.
Da parte sua l'assessore provinciale a caccia e pesca Luigi Pisoni spiega:
"Il Piano faunistico è stato redatto da docenti universitari qualificati
ed esperti del settore. I territori di divieto alla caccia da noi previsti
sono superiori a quanto la legge stabilisce come minimo. Sono state così
coniugate le legittime aspirazioni dei cacciatori con le esigenze di
protezione della fauna e dell'ambiente". Pisoni giudica positivamente il
fatto che per ora il piano non sia stato sospeso.
G. Gh.
Al contrario di quello che sembra di capire leggendo l'articolo del l'eco, il collegio giudicante del TAR ha accolto esclusivamente le richieste fatte da Legambiente e da WWF, rigettando invece quelle sostenute dall'avvocato dalla provincia, compreso quella di respingere il ricorso delle associazioni ambientali. Anche la richiesta di coinvolgere l'INFS per un parere tecnico è una nostra richiesta.
ciao al prossimo aggiornamento.
L'ECO DI BERGAMO
06 gennaio 2001
Le associazioni ecologiste hanno fatto ricorso al Tar e sono
intenzionate ad arrivare alla Corte di Strasburgo
«Ma cos'ha di faunistico quel piano?»
Wwf e Legambiente contro il progetto della Provincia su caccia e tutela
dell'ambiente.
Tra luci e ombre, il nuovo piano faunistico venatorio provinciale
che entrerà in vigore il primo febbraio non sembra avere vita facile. Almeno
secondo Wwf e Legambiente, ricorsi al Tar di Brescia per chiederne la
sospensione o in alternativa la correzione. Tra carte bollate e atti giudiziari
la vicenda sembra avere tempi lunghi. Se necessario, le associazioni si
rivolgeranno alla Corte di Strasburgo.
«Così com'è il piano è solo venatorio»: è il commento delle associazioni.
«Presenta forti carenze a livello conoscitivo - spiega Roberto Facoetti,
zoologo responsabile settore fauna di Legambiente -. Non si pronuncia su reali
interventi ambientali per il protezionismo di tutta la fauna selvatica e sulla
sua attuale situazione conservazionistica». Più duro il giudizio di Enzo Mauri:
«Il piano - dice il delegato dal responsabile del Wwf per il settore
conservazione - è il risultato di una scarsa conoscenza della normativa.
Addirittura in alcuni casi la Provincia contraddice la legge».
Il primo punto censurato riguarda la superficie agro-silvo-pastorale realmente
tutelata. Il piano estende sì a circa il 60% il territorio con divieto di
caccia, ma comprende anche zone urbanizzate, strade trafficate, ferrovie,
aeroporti, giardini pubblici, di fatto non idonee per la sosta, il riparo e la
riproduzione della fauna selvatica. Un grido d'allarme che eppure era stato
lanciato dalla Provincia, con uno studio sul numero degli animali vittime di
incidenti stradali. Le oasi di Trevasco e del Serio sono state elette a simbolo
di questa situazione: comprendono i tornanti di Selvino e il provinciale Albino
- Nembro.
Sotto accusa anche le dimensioni dei due ambiti territoriali di caccia e dei
quattro comprensori alpini. Sempre ad avviso di Legambiente e Wwf, sarebbero
troppo pochi e troppo estesi rispetto alla legge, a discapito del controllo
contro il bracconaggio. E ancora, il piano non tutelerebbe l'avifauna
migratoria, con tutte le necessarie zone di protezione e i valichi montani
interdetti alle doppiette lungo le rotte scelte dai volatili.
Pollice verso anche per il piano di miglioramento ambientale sarebbe un semplice
manuale didattico.
Teresa Capezzuto
Condividi i contenuti? Inserisci questo banner nel tuo sito...:-)
[GUARDIE AMBIENTALI VOLONTARIE - SERVIZIO VIGILANZA AMBIENTALE].