Dice un proverbio swahili: "Dove c'è un desiderio c'è sempre una via".

Ultimo aggiornamento 16/03/02

IL COMPLOTTO CONTRO IL DIRETTORE DEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: NUOVA DIFFAMAZIONE STRISCIANTE E CONGIURA DEL SILENZIO?
 
APPELLO DA FIRMARE E INVIARE

RESPONSABILI ISTITUZIONALI A CUI INVIARE L'APPELLO

 
 

ANNO 2002: ODISSEA PER LA NATURA

         L’anno 2002, all’alba del Terzo Millennio, poteva segnare l’avvento di un nuovo rapporto con la natura per “il bel Paese”, che ha ormai raggiunto l’obiettivo del 10%: salvare almeno un decimo dell’Italia con Parchi Nazionali ed altre Riserve analoghe. Una sfida lungimirante e coraggiosa, che Franco Tassi, Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, lanciò nel lontano 1980.

         La situazione sta invece rischiando di prendere una piega completamente diversa, a causa dei gravissimi attacchi che, uno dopo l’altro, stanno colpendo al cuore la Natura d’Italia.

         Il primo rischio riguarda il terzo traforo del Gran Sasso, la cui eco è giunta fino al Global Forum di Porto Alegre, in Brasile. Il secondo, non ancora superato, concerne la possibilità per i privati di acquistare il litorale marino demaniale, violando un principio basilare in vigore fin dall’epoca del diritto romano. Il terzo, incredibile e senza eguali nel mondo civile, è quello che vorrebbe aprire alla caccia tutte le Aree Protette, Parchi Nazionali compresi…

         Ma all’orizzonte sorge ora una nuova, più grave e pesante minaccia, che potrebbe insidiare persino il Parco Nazionale più famoso, importante ed amato dagli italiani: il Parco Nazionale d’Abruzzo, oggi denominato Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che sta per essere avvolto da una “ragnatela” di impianti, piste sciistiche e innevamenti artificiali, e naturalmente…di complotti e di imboscate politiche.

         A dispetto delle norme di salvaguardia dall’Unione Europea, delle leggi italiane e, naturalmente, dell’esigenza di tutelare animali straordinari come l’Orso bruno marsicano, il Camoscio d’Abruzzo, il Lupo appenninico, la Lince…e le più splendide e vetuste foreste di faggio dell’intero Continente Europeo, sta partendo l’assalto alle montagne del Parco con la “ragnatela” degli impianti e delle piste sciistiche che qualcuno vorrebbe avvolgessero le montagne del Parco, collegando Pescasseroli, Scanno, Roccaraso e Barrea, con immenso sperpero non solo di denaro, ma anche di territorio e di natura. Ancor più pericoloso il progetto di innevamento artificiale, che rischia di distruggere non solo le foreste, ma anche di inaridire i fiumi, i torrenti e le acque sotterranee del Parco. Una vera follia, considerando che l’Abruzzo, pur ricco di acque, registra la massima dispersione idrica in Italia, addirittura il 75%.

IL NEMICO DELLA NATURA E DEL PARCO GETTA LA MASCHERA

         Sostenitori principali di questo progetto sono i Sindaci di Pescasseroli e di Barrea, la Provincia dell’Aquila, la Regione Abruzzo e…lo stesso Ministero dell’Ambiente.
         L’estate scorsa, il valzer iniziò con il taglio abusivo di circa 2000 grossi faggi presso Pescasseroli. Le Guardie del Parco non poterono intervenire, avendo le autorità bloccato il rinnovo dei loro tesserini. L’allarme dell’Ente risuonò con forza, ma né Forestale , né Carabinieri, né Procura della Repubblica intervennero tempestivamente. E lo scempio di Costa delle Vitelle, Sito di Interesse Comunitario, resta oggi ben evidente come ennesimo sfregio alla natura più preziosa dell’Appennino Centrale.
         Lo stile di questi “rappresentanti del popolo” è ineguagliabile, la loro civiltà irraggiungibile. Nella loro nobile e democratica battaglia, non hanno davvero fatto risparmio di colpi. Qualche settimana fa, all’entrata del Centro Internazionale del Parco a Villetta Barrea, apposero una scritta piuttosto eloquente: “Come il Duce appesi, Franco Tassi e Fulco Pratesi”. Una meraviglia! Chissà quali saranno le loro prossime mosse, ma su una cosa sola non vi sono dubbi: a sostenerli sono molte forze politiche e, sullo sfondo, persino alcune Istituzioni pubbliche ed Organizzazioni private il cui vero compito sarebbe, invece, la tutela dell’ambiente.

“Tagliatutto” annuncia: “Andrò da Berlusconi!”.

Dopo il filo diretto con Tortoli (Sottosegretario all’Ambiente) e con Armani (Presidente della Commissione Ambiente della Camera), Italo Gallinelli, sindaco di Pescasseroli, si era più volte sfogato: ”Ho abbattuto 2000 grossi faggi per ampliare le piste, ho fatto bloccare i fondi al Parco da Cosentino e Matteoli, ma non sono ancora riuscito nell’obiettivo che mi avrebbe dato maggior soddisfazione: tagliare le teste di Tassi e Pratesi!”
Decapitare il Parco è essenziale, per realizzare i grandi progetti che la destra abruzzese ha in serbo per devastarlo: una “ragnatela” di impianti di risalita e di piste di discesa su tutte le ultime montagne, dal Monte Greco al Monte Marsicano. Una rete fittissima che, in un delirio pansciistico, dovrebbe avvolgere le più splendide ed intatte montagne del Parco. Investimenti di centinaia di miliardi, destinati a riversare nella natura più intatta folla rumorosa, confusione e disturbo, violando il regno dell’Orso marsicano, del Lupo appenninico, della Lince e del Camoscio d’Abruzzo.
Insieme al terzo traforo del Gran Sasso, strenuamente combattuto dagli ambientalisti, questo è il nuovo gravissimo attentato che Governo e Regione, a braccetto, stanno perpetrando ai danni della natura d’Abruzzo.
Chi si oppone viene messo al bando: esemplare il caso del Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise Franco Tassi, bersagliato da valanghe di false accuse, e costretto a difendersi in oltre un migliaio di procedimenti, giudizi, ispezioni ed inchieste, ma sempre uscito completamente pulito ed innocente.
Inutili anche le salvaguardie poste dalla Unione Europea: tutti i vincoli di Parco, Riserva, Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale sono stati ignorati, elusi e derisi tranquillamente dai Sindaci di Pescasseroli e di Barrea, senza che il Ministero dell’Ambiente abbia mai mosso un dito.
In questo momento la parola d’ordine in Abruzzo sembra lo sfruttamento di una improbabile neve, vantando gli impianti di innevamento artificiale più potenti (e costosi) d’Europa. Che però finiranno di prosciugare gli esausti fiumi e le ultime falde idriche abruzzesi. La Regione era infatti volata a Salt Lake City per lanciare il proprio turismo invernale, con metropolitane della neve a Roccaraso, impianti di innevamento artificiale e ragnatele sciistiche ovunque. Non più ARVE, Abruzzo Regione Verde d’Europa, ma Abruzzo Regione Vandalizzata d’Europa.
Ma qualcuno crede davvero che i turisti verranno qui da tutto il mondo per sciare? O non sarebbe stato meglio puntare sui Parchi Nazionali  primo tra tutti il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, famoso e apprezzato in ogni parte del mondo  per assicurare all’Abruzzo un futuro migliore?
Da un lato si sta dunque cercando di paralizzare la vita del Parco, riducendo l’Ente ad un “carrozzone” inutile, e di sottoporlo a pesante dittatura. Dall’altro, si continuano ad inventare ogni sorta di cavilli legalistici e ragionieristici, cercando di trasformare l’Ente  invero modello di efficienza apprezzato ovunque  in qualcosa di deplorevole ed eliminabile.

La finezza e la nobiltà dell’approccio di questi paladini dello sci è straordinaria. Ma possono contare su appoggi autorevoli, primo tra tutti quello del Ministero dell’Ambiente: il cui Ufficio Legislativo, chiamato in causa per lo scandaloso taglio di faggi, non esitò l’estate scorsa a sostenere  contro le pronunce della Suprema Corte di Cassazione e di tutta la Magistratura  che, per questioni del genere, non occorra il nullaosta del Parco.

VERSO IL BERSAGLIO FINALE

Ma l’obiettivo finale di questa aggressione era ovviamente lui, Franco Tassi, Direttore del Parco da 33 anni e suo vero salvatore. In ogni altro Paese civile sarebbe stato onorato e ringraziato dai pubblici poteri: in Italia questi da anni tramano per eliminarlo. Ad affermarlo non sono i suoi molti sostenitori, ma gli stessi Sindaci del Parco i quali, con la sola eccezione dei due legati alla speculazione, a maggioranza schiacciante lo hanno apertamente difeso.
Franco Tassi è uno dei pionieri dell’ambientalismo italiano, conosciuto in tutto il mondo. E’ stato il primo connazionale ad essere insignito, nel 1990, della prestigiosissima onorificenza dell’Arca d’Oro, conferitagli dal Principe Bernardo d’Olanda. E’ l’unico al quale, non solo in Europa, ma anche in altri continenti e persino in Australia, sono stati dedicati importanti documentari. E’ l’uomo che ha salvato non solo gli animali, ma anche la vita delle Comunità locali: perché ha dimostrato con i fatti, e non solo a parole, che un Parco Nazionale ben condotto non può che portare benefìci durevoli alla realtà socio-economica del comprensorio.
Voci sul complotto contro di lui circolavano già da tempo anche negli USA non facendo certo onore all’Italia…Ed ora che stanno tentando di eliminarlo nel modo più spregevole ed illegale, una pioggia di messaggi di sostegno per lui, e di sdegno per l’ennesimo abuso dei poteri, sta piovendo da ogni parte del mondo.
Il Governo, il Parlamento e i Ministeri vorranno dunque festeggiare l’80° Anniversario del Parco facendo esplodere uno scandalo internazionale senza precedenti?


APPELLO ALL’ANIMA VERA DEL WWF

E’ semplicemente scandaloso che il WWF non abbia ancora preso energicamente posizione a favore del più antico, importante e famoso Parco italiano, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, perseguitato da anni da una coalizione di interessi speculativi, edilizi, sciistici, venatori, forestali e politici, che hanno trovato sbocco in Legambiente, in Federparchi e nel Servizio Conservazione Natura del Ministero dell’Ambiente.
Ancor più inconcepibile è che il WWF non abbia speso una parola in difesa dei responsabili di quel Parco, Fulco Pratesi e Franco Tassi, entrambi parte, con ruoli diversi, della storia dell’Associazione, fin dalla sua nascita. Se il WWF si è schierato recentemente in difesa dei responsabili del Parco Nazionale del Cilento e del Pollino, ancor più decisamente dovrebbe farlo ora a sostegno del Parco Nazionale d’Abruzzo, affinchè venga chiusa la ridicola vicenda del minacciato commissariamento, cessino le azioni di disturbo e siano attribuiti al Parco i fondi che merita. Come reclama da Strasburgo lo stesso Consiglio d’Europa, in modo da riaprire i Centri Visita, rilanciare tutte le attività e restituire lavoro ai 200 giovani Collaboratori attualmente sospesi.
Ma soprattutto, non vi è dubbio che il vero bersaglio di questa ennesima campagna è come sempre proprio il Direttore Franco Tassi, “decano” dei Direttori dei Parchi italiani, il cui recente tentativo di defenestrazione sta suscitando un vero scandalo a livello nazionale ed internazionale. E dunque il WWF deve esprimere una forte e chiara mozione in suo favore, essendo fin troppo chiaro che la vera ragione del linciaggio morale ai suoi danni è il folle intento di continuare gli abusi, allargare il carosello sciistico e rilanciare i noti disastrosi progetti (già finanziati in parte con decine di miliardi di lire) di “ragnatele di piste” tra Pescasseroli, Scanno, Roccaraso e Barrea.

Unione Europea, 10 marzo 2002
 
IL COMPLOTTO CONTRO IL DIRETTORE DEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: NUOVA DIFFAMAZIONE STRISCIANTE E CONGIURA DEL SILENZIO?
 

                La settimana scorsa parte della stampa nazionale e locale ha riportato la notizia clamorosa, secondo la quale il Direttore del Parco Nazionale più antico, importante ed amato d'Italia, Franco TASSI – ambientalista di fama internazionale, pioniere della Conservazione della natura nel nostro Paese – sarebbe stato estromesso (sospettato, sfiduciato, rimosso, licenziato, scaricato, dimissionato, sostituito e mandato via) dal Consiglio Direttivo dell’Ente, presieduto da Fulco PRATESI, nella Seduta del 2 marzo  2002, a causa di una presunta vicenda di “microspie” collocate nella sala dove si svolgeva la precedente Seduta del Consiglio Direttivo del 22 febbraio.

                La motivazione risultava però completamente infondata, perché proprio in quei giorni Franco TASSI stava subendo un delicatissimo intervento chirurgico al cuore, per una seria malattia in passato contratta per ragioni di servizio e forzatamente trascurata per molti anni a causa della sua totale e costante dedizione alla causa del Parco. E qualche giorno dopo il Presidente della Comunità del Parco Giancarlo MASSIMI rivelava, con prove concrete, che si trattava di “una pugnalata alle spalle del Direttore”; addirittura “ispirata dal Ministero dell’Ambiente, che da mesi ricattava il Consiglio, minacciandone il commissariamento”. E produceva una documentazione sconvolgente: a volere la registrazione – con normali microfoni già usati in altre precedenti Sedute, e non con microspie, attrezzature queste assolutamente inesistenti e sconosciute nell’Ente Parco – era stato lo stesso Presidente Fulco PRATESI, che con una lettera autografa del 13 febbraio lo aveva chiaramente annunciato alla Comunità del Parco.

                La famiglia e i legali di Franco TASSI, tuttora convalescente, hanno diramato ovunque chiarimenti e smentite, ma nessun giornale ne ha dato adeguata notizia, salvo brevissimi trafiletti su qualche cronaca locale. E tutti attendevano la successiva Seduta del 7 marzo per un doveroso provvedimento di reintegrazione nella prestigiosa carica, che il Direttore ha ricoperto per lungo tempo portando il Parco ad eccezionali successi e risultati, anche perché proprio quest’anno si dovrà celebrare, con grande risalto internazionale, l’80° Anniversario della sua Fondazione.

                E invece il Consiglio Direttivo del 7 marzo, avendo ben compreso come la storia della “microspie” inesistenti si stava ritorcendo su di esso come un boomerang – non a caso infatti, Presidente e Consiglieri venivano interrogati quello stesso giorno dai Carabinieri – riversava su Franco TASSI nuove, fantasiose accuse, diffondendo questa volta una incredibile storia di presunte falsificazioni delle Deliberazioni dell’Ente.

                Immediatamente, familiari e legali del Direttore hanno smentito tale accusa, “grottesca perché Franco TASSI – che negli ultimi decenni ha redatto, come Segretario Verbalizzante del Consiglio dell’Ente, centinaia di Deliberazioni che hanno splendidamente resistito ad ogni contestazione del Parco, rafforzandone l’efficienza, la credibilità e l’immagine – ha sempre svolto questo lavoro con estremo scrupolo ed onestà, al di sopra di qualsiasi bega locale e nel superiore interesse del Parco. Fu proprio lui, invece, a segnalare nei mesi scorsi al Presidente problemi, ritardi e contraddizioni in tali provvedimenti, derivanti dalla crescente invasione di competenze da parte di alcuni Consiglieri: ed a sollecitare un incontro con i legali dell’Ente, per risolvere la questione”.

                Negli ultimi giorni, colpito Franco TASSI, la lotta del Ministero e del Consiglio sembra scatenarsi contro i suoi più validi collaboratori, come Flavia  CARUSO, specialista di Educazione Ambientale, uno degli elementi che contribuirono più validamente alla costituzione del nuovo Ministero dell’Ambiente. E la vita del Parco più efficiente d’Italia è piombata in un clima di paralisi totale, diffamazione strisciante e terrorismo psicologico. Ai collaboratori del Direttore è stato vietato di avere contatti con lui, la sua corrispondenza (compresi i messaggi che gli stanno giungendo da ogni parte del mondo) gli viene nascosta, sono scomparsi alcuni fascicoli che sarebbero stati preziosi per la sua difesa, ed è improvvisamente stato asportato dalla Sede di Roma l’intero Archivio, anche riservato, del Personale. Infine, dulcis in fundo, sono state cambiate le chiavi di tale Sede, disorientando tutto il Personale e gettando così anche le preziose attività promozionali del Parco nel più totale caos, con un danno che ammonterà a centinaia di milioni di lire. Insomma, una bella strategia politica che darà al Parco “un ulteriore impulso verso nuovi traguardi”, come ha affermato il Presidente a conclusione della Seduta del 7 marzo scorso.

                Ma ben diversa è l’opinione dei veri amici e sostenitori del Parco, i cui messaggi di solidarietà stanno affluendo alla famiglia da tutte le parti d’Italia e del mondo. E tuttavia, come affermava un autorevole quotidiano qualche giorno fa (Corriere della Sera, Salute, 10 marzo 2002) si tratta di “mobbing pericoloso”, perché l’emarginazione e la critica continua nell’ambiente di lavoro rappresentano, come è ben noto,  un enorme problema che può  seriamente danneggiare le persone afflitte di disturbi al cuore o che, come in questo caso, hanno subìto delicati interventi chirurgici.

 Roma, 12 marzo 2002

Nota: Questo è il quinto ed ultimo Comunicato di precisazione e rettifica inviato dai familiari e dai legali di Franco TASSI a tutti i giornali, compresi quelli che hanno diffuso inesatte notizie sull’incredibile vicenda del suo allontanamento dal Parco. Nessuna rettifica è stata mai pubblicata e quindi, trascorsi altri 2 giorni da oggi senza pubblicazione, gli atti già predisposti dai legali sul piano civile (risarcimento danni) e penale (diffamazione e calunnia) verranno inoltrati, con documentazione inoppugnabile, nelle vie giudiziarie e presso l’Autorità garante del settore.

Unione Europea, marzo 2002

 APPELLO DA INVIARE

                                Alle  Autorità di Governo

                                                                Italiane compententi

                                                                                                ROMA

               Alla stampa e agli altri mezzi di

                              Informazione interessati

LORO SEDI

 

OGGETTO: Parco Nazionale d’Abruzzo,

  Lazio e Molise.

                Scriviamo per esprimere viva preoccupazione per i recenti eventi che riguardano il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

                Siamo stati informati del fatto che il Direttore Prof. Franco Tassi, “decano” dei Direttori dei Parchi italiani e vero salvatore del Parco, sarebbe stato estromesso dalla sua carica dal Consiglio Direttivo del Parco. Le ragioni di tale provvedimento appaiono francamente incomprensibili, anche perché la figura di Franco Tassi gode a livello internazionale la più alta stima tra quanti operano per la conservazione della natura.

                Il suo lavoro, intrapreso fin dal lontano1969 per sviluppare uno dei più splendidi esempi del mondo di conservazione della natura, difendendolo contro gli attacchi di molti settori compresi i bracconieri, gli speculatori edilizi e turistici e gli interessi forestali, è stato un esempio per noi tutti. La sua dedizione ha fatto sì che il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise abbia ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui quelli del Consiglio d’Europa e dell’Unione Mondiale per la Natura. Egli è stato minacciato personalmente e sottoposto a persecuzioni legali senza precedenti nella storia italiana della conservazione in Italia, eppure ciò non lo ha fatto in alcun modo desistere né indebolire nella sua ferma volontà di proteggere la flora e la fauna del Parco. E va sottolineato che ognuna delle accuse ed azioni legali contro di lui si è dimostrata completamente infondata.

                Durante la sua Direzione, il numero dei visitatori del Parco è salito ad oltre due milioni l’anno. L’impatto economico di quest’attività ecosostenibile ha diffuso benessere e lavoro alle Comunità del Parco, con tale efficacia che il suo modello economico è stato sfruttato da molti altri Parchi nel mondo. Egli ha dimostrato che la conservazione della natura e l’ecosviluppo possono crescere insieme e con successo.

 

                Per queste ragioni scriviamo per chiedere che ogni decisione riguardante la posizione del Prof. Franco TASSI come Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise venga assunta con piena considerazione dello straordinario contributo da lui offerto in oltre trent’anni di lavoro per la conservazione della natura. E chiediamo di intervenire, nel più alto interesse della natura d’Italia, e dello stesso Parco Nazionale, per reintegrarlo nella sua posizione di Direttore.

 

                Cordialmente,

 Firme.

 

RESPONSABILI ISTITUZIONALI A CUI INVIARE L'APPELLO

  

S. E. Carlo Azeglio CIAMPI

Presidente della Repubblica

Palazzo del Quirinale – Roma

Tel. 06/46991

 

On.le Silvio BERLUSCONI

Presidente del Consiglio dei Ministri

Palazzo Chigi – 00100 Roma

Tel. 06/67793250

BERLUSCONI_S@camera.it

 

On.le Gianfranco FINI

Vice Presidente del Consiglio dei Ministri

Palazzo Chigi – 00100 Roma

Tel. 06/67793910  Fax. 06/6990753

g.fini@governo.it

 

Dott. Giovanni LETTA

Sottosegretario del Consiglio dei Ministri

Palazzo Chigi – 00100 Roma

Tel. 06/67793640

 

On.le Stefania  PRESTIGIACOMO

Ministro delle  Pari Opportunità

Via Giardino Theodoli, 66 – 00186 Roma

Tel. 06/67795210/11 – Fax 06/6990265

Prestigiacomo_s@camera.it

 

On.le Mirko  TREMAGLIA

Ministro per gli Italiani nel Mondo

(Piazzale della Farnesina,1 – Foro Italico – 00194 Roma)

Tel. 06/36912021/3 – Fax 06/3236155

 

On.le Altero MATTEOLI

Ministro dell’Ambiente

00100 - Roma

MATTEOLI_A@camera.it

 

Cons. Antonio  CATRICALA’

Segretario Generale Presidenza del Consiglio

Palazzo Chigi – 00100 Roma

Tel. 06/67793070/1

 

On.le Alfonso PECORARO SCANIO

                Portavoce dei Verdi

                Camera dei Deputati – 00100 Roma

pecoraro_a@camera.it

 

On.le Sauro TURRONI

                Esponente Verdi

Senato della Republica

                s.turroni@senato.it

 

 

INDIRIZZI WWF a cui far pervenire l’appello:

f.pratesi@wwf.it

a.canu@wwf.it

m.rossato@wwf.it

f.ferroni@wwf.it

panda@wwf.it

 

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE:

post@pna.it

 

 

MEZZI DI COMUNICAZIONE:

 

IL MATTINO

Posta@ilmattino.it

 

LA STAMPA

Lettere@lastampa.it

 

IL GIORNALE

Segreteria@ilgiornale.it

 

IL TEMPO

direttore@iltempo.it

iltempo@infinito.it

 

PERIODICI RCS

salvatore.giannella@rcs.it

 

IL MESSAGGERO

cronaca@ilmessaggero.it

 

LA REPUBBLICA

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IL MANIFESTO

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