FREDDURE
Un professore di filosofia era in piedi
davanti alla sua classe, prima della
lezione, ed aveva davanti a se alcuni oggetti.
Quando la lezione comincio, senza proferire parola, il professore prese un
grosso vaso per la maionese, vuoto, e lo riempi con delle rocce di quattro,
cinque centimetri di diametro. Quindi egli chiese agli studenti se il vaso
fosse pieno, ed essi annuirono.
Allora il professore prese una scatola di sassolini, e li verso nel vaso di
maionese, scuotendolo appena. I sassolini, ovviamente, rotolarono negli
spazi vuoti fra le rocce.
Il professore quindi chiese ancora se il vaso ora fosse pieno, ed essi
furono d'accordo.
Gli studenti cominciarono a ridere, quando il professore prese una scatola
di sabbia e la verso nel vaso. La sabbia riempi ogni spazio vuoto.
"Ora", disse il professore, "voglio che voi riconosciate che
questa è la
nostra vita. Le rocce sono le cose importanti - la famiglia, il partner, la
salute, i figli - anche se ogni altra cosa dovesse mancare, e solo queste
rimanere, la nostra vita sarebbe comunque piena. I sassolini sono le altre
cose che contano, come il lavoro, la casa, l'auto. La sabbia rappresenta
qualsiasi altra cosa, le piccole cose. Se voi riempite il vaso prima con la
sabbia, non ci sarà più spazio per rocce e sassolini. Lo stesso è per la
nostra vita, se voi spendete tutto il vostro tempo ed energia per le piccole
cose, non avrete mai spazio per le cose veramente importanti. Stabilite le
vostre priorità, il resto è solo sabbia."
Dopo queste parole...
Uno studente si alzò e prese il vaso contenente le rocce, i sassolini e la
sabbia, che tutti consideravano pieno e cominciò a versargli dentro un
bicchiere di birra. Ovviamente la birra si infila nei rimanenti spazi vuoti,
e riempi veramente il vaso fino all'orlo.
La morale di questa storia è.
Non importa quanto piena e la nostra vita, c'è sempre spazio per una
BIRRA!!!
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La lepre corre come un'ossessa in mezzo
al bosco, e improvvisamente incontra il cerbiatto sbragato sotto un albero che
si fa una canna.
- Che fai, sei matto? Qua in mezzo alla natura, all'aria pulita, ti fai le
canne? Dai, alzati e corri con me che ci alleniamo!
- Hai ragione, fa il cerbiatto. Lascia il mozzicone e si mette a correre con
la lepre.
Mentre correvano, incontrano la volpe, strafatta di cocaina.
- Vabbe, dice il cerbiatto, siamo qua in mezzo alla natura e sniffi la coca?
Vieni a correre con noi, che ti ossigeni i polmoni!
- Avete proprio ragione, risponde la volpe, e si mette a correre con loro.
Piu in giu incontrano il lupo, che sta tagliando un po' di eroina con la
siringa pronta.
- Ma non ti vergogni, siamo qua in mezzo alla natura e tu ti buchi? gli fa la
volpe. Vieni a correre con noi, che ti ossigeni i polmoni!
- Ma andate un po' affanculo, e di prima mattina!! Risponde il lupo. Possibile
che ogni volta che la lepre prende l'ecstasy, noi ci dobbiamo mettere a
correre come stronzi nel bosco?!?
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Un enorme toro nero, una montagna di carne
e muscoli possenti, pascola
placido in un verde e deserto prato di montagna. Ad un certo punto
coglie uno strano movimento, laggiù
in fondo al pascolo: un piccolo
puntino bianco che si muove a balzelli nella sua direzione. Il toro,
vagamente incuriosito,segue il puntino con lo sguardo, senza peraltro
riuscire a distinguerne la natura: sembra come una palletta di pelo
bianco, che, saltello dopo saltello, punta dritto verso di lui. Piano
piano la palletta si avvicina,finché, ormai giunta a pochi passi, il
toro non s'accorge che si tratta di un graziosissimo coniglietto bianco.
L'animaletto compie gli ultimi balzelli e si ferma di fronte al toro.
"Ans, ans...cristo che corsa... ans..ehi cazzone! fatti da parte che ho
fretta! ans.." grida il coniglietto con la sua vocina chioccia. Il toro
lo osserva ruminando, impassibile.
"Ehi,grosso idiota! Non mi hai sentito?? Ti ho detto di lasciarmi
passare, se non vuoi che ti prenda a calci nel culo fin giù a valle!"
Il toro continua a ruminare, senza fare una piega.
" Ma che hai, le orecchie piene di merda? Se non ti sposti entro dieci
secondi, quant'é vero che mi chiamo Poldino, giuro che ti rompo il culo
e non smetterò nemmeno quando mi chiederai pietà in ginocchio, capito
frocione? Allora...pronto? E unooo... dueeeee... treeee...quattrooo...."
Emettendo uno sbuffo di noia, il toro si gira su se stesso, alza la
coda, seppellisce il coniglietto sotto una montagna di merda e se ne va,
placido e tranquillo. Passano i minuti, le prime mosche cominciano a
banchettare sulla piramide di escrementi, quando una zampetta emerge
dalla cima, poi la seconda, infine spunta la testa del coniglietto,
tutta imbrattata di merda. L'animaletto si pulisce gli occhietti, si
guarda intorno e, scorto il toro all'orizzonte, grida:
A-HA! TI SEI CAGATO SOTTO, EH??