Guardie contro guardie

IN PRESCRIZIONE....

1997 il 10 di agosto, due Guardie volontarie uno dei quali appassionato di pesca a mosca, l'altro appassionato di avifauna decidono di recarsi alla foce del fiume Ombrone nel Parco regionale della Maremma il primo per pescare il secondo per effettuare osservazioni sull'avifauna, si parte alle 05.00 del mattino da Siena.

Giunti sul posto all'ingresso del Parco è posizionata una sbarra che viene aperta alle 06,00 circa dalle guardie i due entrano e a piedi raggiungono la foce dell'Ombrone.

Premessa, la guardia "pescatore" è un assiduo frequentatore del posto poiché svolge indagini ittio-faunistiche (tenendone un accurato registro) per determinare la presenza delle specie ittiche alla foce dell'Ombrone nei determinati periodi dell'anno e in tutte le condizioni meteo-climatiche delle stagioni. Va specificato che il censimento avviene con una canna da pesca e che il 98% dei soggetti pescati viene immediatamente rilasciato dopo le necessarie rilevazioni (determinazione, peso, misura, foto).

Torniamo alla nostra storia... il pescatore si prepara e inizia a pescare, l'ornitologo si apposta in un cannucciaio con il binocolo tutti e due muniti di macchina fotografica attendono le loro PREDE...

Passano le ore e i due decidono di mangiare un panino insieme scambiandosi degli scatti fotografici fieri di essere in un posto meraviglioso entrambi riprendono la loro attività, per il passionista ornitologo è tardi così decide di raccogliere dei rifiuti che alla foce dell'Ombrone non mancano e il pescatore riprende la sua attività.

Poco dopo arrivano due guardie del Parco della Maremma, si avvicinano al "raccoglitore di rifiuti" e gli dicono: Lei è fuori dai sentieri segnalati, lo sa che non può? Ci mostri i documenti!

Tranquillamente non essendo in servizio espongo la mia carta di identità e mostro ai "colleghi" che mi ero allontanato dal sentiero per raccogliere un sacco nero pieno di rifiuti, tra i quali vi erano molte lattine di vernice e di diluente. Entrambe le guardie si consultano e gentilmente mi chiedono di ritornare sul sentiero che era a pochi passi dal punto dove ci trovavamo, dichiarando "Va bene per questa volta la abbiamo avvertita ma la prossima....si scrive"

Alquanto indispettito chiedo ai due dove avrei potuto depositare i rifiuti raccolti senza incorre nel rischio di una sanzione per il loro abbandono, i due dopo essersi guardati con espressione stupita mi rispondono: li deve portare al parcheggio dove ci sono i cassonetti!!! (Da notare che loro avevano li a pochi metri un pik-up 4x4 e io per raggiungere i cassonetti avrei dovuto camminare per circa due chilometri con i sacchi di spazzatura addosso)... rispondo va bene, grazie.

Pochi istanti dopo noto i due che si avvicinano al mio collega e gli chiedono i documenti come avevano fatto poco prima con lo scrivente...

SENZA NOTIFICARE NULLA SUL POSTO nel novembre del 1998 pertanto più di un anno dopo i FATTI  il mio collega si vede recapitare a casa un DECRETO PENALE DI CONDANNA (art. 565 C.C.P.) E VIENE MESSO A CONOSCENZA DI ESSERE IMPUTATO DEL REATO PREVISTO DALL'ART.  734 DEL CODICE PENALE PER AVER PESCATO SULLA RIVA DEL FIUME OMBRONE.(!)

PRIMA DOMANDA: Cosa prevede l'art. 734 del Codice Penale?

RISPOSTA: Distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'Autorità, è punito con l'ammenda da lire due milioni a dodici milioni.

Facciamo il punto: 

Il giudice ha dichiarato prescritto il fatto.

Pensierino: prima di scrivere una Notizia di Reato meditiamo GUARDIE meditiamo.....

Per chiarezza riportiamo uno stralcio della sentenza presso il Tribunale di Grosseto del 12/05/2000 firmata dal Giudice Pietro Molino per il precedente Processo con lo stesso capo di imputazione:

pag.3 punto3) ciò premesso, all'esito dell'istruttoria dibattimentale è possibile innanzitutto escludere in radice la sussistenza dell reato di cui all'Art.734 c.p., dell'imputazione.

Trattasi infatti come è noto di un reato di "danno", che presuppone il concreto verificarsi di un deturpamento delle bellezze naturali: nella fattispecie, non vi è il minimo riscontro probatorio o indiziario che il Sig....., esercitando la pesca sul fiume Ombrone, abbia provocato una tale alterazione (in senso deteriorante) delle bellezze naturali, ovviamente intese nel caso in esame come ecosistema idrico.biologico-ittico, direttamente riconducibile al fiume Ombrone........

Meditiamo gente meditiamo sui tempi della Pubblica Amministrazione, della Giustizia, ma di più sulla formazione delle Guardie!  Questo piccolo errore al nostro compagno è costato 2.500.000 e diverse giornate di lavoro PERSE!!!!! E alla fine pur non avendo commesso NESSUN REATO non ha neanche la soddisfazione di leggere una sentenza con scritto: ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE. CHE DIRE????

Gentili lettori non ci resta che rimandarvi alla prossima puntata....se volete maggiori delucidazioni e consultare gli originali della vicenda SCRIVETECI

Luca Robustelli

P.S. Guarda la foto di chi dovrebbe essere realmente DENUNCIATO e la fa sempre franca.

 

 

Ultimo aggiornamento 24/02/01
[GUARDIE AMBIENTALI VOLONTARIE - SERVIZIO VIGILANZA AMBIENTALE].