Per l'apertura della stagione venatoria 2001-2002 ci troveremo ancora davanti alle deroghe valide per 20 giorni e poi ritirate dai TAR? Ultimo aggiornamento 16/02/01

XIII Commissione - Resoconto di giovedì 16 marzo 2000  

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 16 marzo 2000. - Presidenza del Vicepresidente Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI. - Interviene il Sottosegretario di Stato alle politiche agricole e forestali Roberto Borroni.

La seduta comincia alle 14.40.

 

Legge comunitaria 2000.
C. 6661 Governo.
(Esame degli emendamenti e conclusione).

Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, comunica che la XIV Commissione Politiche dell'Unione europea ha trasmesso, ai fini dell'espressione del parere da parte della XIII Commissione, tre emendamenti e trentuno articoli aggiuntivi (vedi allegato).
Invita il relatore e il rappresentante del Governo ad esprimere le rispettive proposte di parere.

Lino Carlo RAVA (DS-U), relatore, esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.34 e 3.6 e sugli articoli aggiuntivi 9.030, 9.033, 9.021, 9.09 e 9.011. Esprime parere contrario sull'emendamento 1.31 e sugli articoli aggiuntivi 9.025, 9.016, 9.017, 9.026, 9.027, 9.028, 9.03, 9.029, 9.018, 9.019, 9.07, 9.08, 9.015, 9.010, 9.012, 9.013, 9.014 e 9.037.
Quanto agli articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 6, essi riguardano tutti la caccia, recando in particolare disposizioni in materia di attuazione delle deroghe previste dall'articolo 9 della direttiva 409/79/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici. Su questi articoli aggiuntivi si riserva di esprimere il parere alla luce delle risultanze del dibattito che si svolgerà in Commissione, anche in considerazione del fatto che è fra i presentatori di uno di essi.

Il sottosegretario Roberto BORRONI dichiara parere favorevole sugli articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 6. Si rimette alla Commissione sugli articoli aggiuntivi 9.018, 9.019, 9.010 e 9.09, concordando,


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quanto al resto, con i pareri espressi dal relatore.

Giorgio MALENTACCHI (misto-RC-PRO) ricorda che il Governo era stato sollecitato negli anni scorsi a presentare una propria proposta in materia di caccia che scaturisse da un confronto con tutti i soggetti interessati, in modo tale da individuare la migliore soluzione possibile.
Oggi si è invece di fronte ad un intervento con lo strumento emendativo: ciò fa si che ogni regione possa scegliere una propria linea di azione, e rischia di aprire varchi di cui non si possono allo stato prevedere le conseguenze. Rifondazione comunista non può quindi sostenere le proposte emendative in materia.

Gianpaolo DOZZO (LNP), intervenendo sull'ordine dei lavori, si chiede se sia corretto per il relatore non esprimere un parere su taluni articoli aggiuntivi. Egli potrebbe, qualora lo ritenga necessario, ritirare la propria firma da quello che ha sottoscritto ed esprimere quindi il parere.

Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, fa presente che il relatore esprimerà comunque il parere prima che si passi al voto.

Fortunato ALOI (AN) sul piano del metodo osserva che sulla questione della caccia, ed in particolare sul tema delle deroghe, occorrerebbe una adeguata riflessione.
La problematica si presenta infatti in modo differenziato nelle diverse zone del Paese. Certamente occorre tutelare le specie in via di estinzione, ma ciò deve avvenire su scala più generale. Sarebbe quindi necessario affrontare il tema organicamente, al fine di evitare di dover intervenire ogni anno con nuovi emendamenti.

Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, precisa che la Commissione è oggi chiamata soltanto ad esprimere il parere alla XIV Commissione sugli emendamenti riferiti al disegno di legge comunitaria.

Annamaria PROCACCI (misto-verdi-U) sottolinea, a nome dei verdi, la gravità della presentazione degli articoli aggiuntivi sulla caccia da parte di esponenti della maggioranza e chiede conferma del fatto che il rappresentante del Governo abbia espresso parere favorevole su tali proposte emendative.

Il sottosegretario Roberto BORRONI conferma di aver espresso parere favorevole sugli articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 6.

Annamaria PROCACCI (misto-verdi-U) osserva che su questa materia il Governo ed il Parlamento dovrebbero trovare il coraggio di intervenire con un provvedimento organico e non con una serie di emendamenti tutti uguali, forse perché ispirati dall'UNAVI, soltanto perché fra un mese si terranno le elezioni amministrative.
Da un punto di vista giuridico, gli articoli aggiuntivi porrebbero l'Italia in contrasto con l'obbligo assunto a livello europeo di dare piena e uniforme attuazione alla normativa comunitaria. Le sentenze della Corte costituzionale hanno inoltre sottolineato in questi anni l'illegittimità degli atti delle regioni che sono andati a scavalcare le determinazioni assunte a livello statale, ad esempio in materia di calendari per l'esercizio venatorio.
La finalità degli articoli aggiuntivi è quella di estendere le possibilità di caccia, in assoluto contrasto con le normative comunitarie e nazionali. Essi consentirebbero alle regioni di ammettere la caccia ovunque - persino nei parchi e nelle aree protette - e per tutto l'anno. Queste proposte emendative farebbero venir meno il principio sancito dall'articolo 1 della legge n. 157 del 1992, che è stata approvata dopo un ampio ed articolato confronto in sede parlamentare fra posizioni diverse, secondo cui la fauna selvatica


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è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale.
Non si può parlare di biodiversità soltanto nei convegni: la tutela della biodiversità è un dovere nei confronti del pianeta e delle nuove generazioni. Del resto gli abbattimenti sono già regolati dalla legge n. 157 del 1992 e non è certo necessario un nuovo regime di deroghe. Con queste proposte emendative viene fatta una scelta elettoralistica, al fine di inseguire i voti dei cacciatori.
Non può credere che nel 2000 la maggioranza possa ancora ragionare in questo modo, né che il Governo non si ponga il problema di chi lo sostiene. Invita quindi il Governo a riflettere al riguardo.

Flavio TATTARINI (DS-U) ritiene necessario chiarire il senso delle proposte in esame. A partire dal 1992 le regioni hanno più volte tentato di adottare provvedimenti attuativi dell'articolo 9 della direttiva 409/79/CEE, incontrando l'opposizione del Governo ovvero quella delle sentenze della Corte costituzionale. Questa per altro non ha disconusciuto la competenza delle regioni in materia, ma sottolineato l'assenza di una base giuridica per il loro intervento.
Il testo degli articoli aggiuntivi è piuttosto simile non perché esso sia stato suggerito da chissà chi, ma perché è il frutto di una discussione sviluppatasi tra organizzazioni agricole ed associazioni venatorie nell'ambito di un confronto con i ministeri delle politiche agricole e dell'ambiente.
Nel merito, osserva che di fronte ad esigenze reali non si può rispondere solo con i «no» ma occorre anche tenere conto dei diversi interessi in gioco. Le proposte emendative prevedono sostanzialmente una riaffermazione del ruolo delle regioni e il riconoscimento della possibilità di deroghe in conformità ai principi dell'articolo 9 della direttiva. Rispetto a proposte emendative che egli stesso aveva presentato in occasione dell'esame di precedenti disegni di legge comunitaria, la novità consiste nel fatto che gli articoli aggiuntivi in esame distinguono fra deroghe a fini di prelievo venatorio e deroghe a fini di tutela della salute e della sicurezza, prevedendo per queste ultime una procedura assai rigorosa.
Tiene infatti a precisare che non si intende in alcun modo favorire una espansione incontrollata delle attività di caccia, né riterrebbe accettabile che le regioni potessero modificare l'elenco delle specie cacciabili. Non si vuole dare alle regioni una competenza che non hanno e non devono avere: per questo motivo riterrebbe opportuno prevedere che le deroghe di cui alla lettera c) dell'articolo 9 della direttiva siano disposte dopo aver acquisito anche il parere del Ministero delle politiche agricole e forestali e del Ministero dell'ambiente.
Gli articoli aggiuntivi non costituiscono né un attacco alla legge n. 157 del 1992, né un attacco alla protezione della flora e della fauna. Se inoltre essi hanno una finalità elettorale, questa non riguarda certo i cacciatori ma i produttori agricoli, stanchi di non essere tutelati.

Sauro SEDIOLI (DS-U) osserva che si è in presenza di un tema delicato, che tocca inevitabilmente sensibilità ambientaliste.
Contesta peraltro che le proposte emendative in esame abbiano finalità elettoralistiche. In realtà non sono stati mantenuti, anche da parte del Ministero dell'ambiente, impegni assunti a fronte di ordini del giorno presentati al Senato.
Va inoltre rilevato che le condizioni non sono le stesse in tutto il territorio nazionale e che, in ogni caso, precise garanzie sono fornite dai previsti pareri dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica e degli osservatori faunistici venatori.
Con gli articoli aggiuntivi, che condivide, si danno quindi risposte equilibrate a problemi aperti, che coinvolgono in modo particolare i produttori agricoli.

Gianpaolo DOZZO (LNP), pur non essendo personalmente un cacciatore, esprime sconcerto per talune affermazioni


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che sono state fatte nel corso del dibattito. Anche nella polemica politica occorre mantenere un atteggiamento corretto, e quindi evitare affermazioni offensive nei confronti dei componenti la Commissione.
Gli articoli aggiuntivi, sostanzialmente identici, sono finalizzati a dare attuazione all'articolo 9 della direttiva più volte citata. Essi non liberalizzano la caccia, tantomeno nei parchi e nelle zone protette. Per le deroghe occorreranno infatti vari pareri e dovranno sussistere precise condizioni. L'enfasi contro queste proposte appare quindi fuori luogo.
Le proposte emendative sono volte anche a dare una base giuridica all'azione delle regioni. Del resto per certe specie animali la selezione naturale non è più sufficiente a garantire l'equilibrio del sistema, cosicché si rende necessaria una selezione controllata a fini di tutela della sicurezza e di protezione dei produttori.
Gli articoli aggiuntivi mirano a regolamentare questa selezione, affidando alle regioni le relative competenze: peraltro, molti sono federalisti solo a parole.

Fortunato ALOI (AN), dichiarando di sottoscrivere tutti gli emendamenti presentati da colleghi del suo gruppo, osserva che nessuno vuole andare a incidere negativamente sulla situazione dell'ambiente. Del resto, sono proprio i cacciatori ad avere il maggiore interesse a tutelare l'ambiente medesimo.
Condivide la proposta di integrazione degli articoli aggiuntivi formulata dal collega Tattarini. Le proposte emendative in esame non sono mere fotocopie, ma il frutto di una convergenza di posizioni dettata dal buonsenso, al fine di affrontare problemi reali in attesa di una più ampia ed organica risposta sul piano legislativo.

La Commissione delibera di esprimere parere favorevole sull'emendamento 1.34 del Governo. Delibera di esprimere parere contrario sull'emendamento Vascon 1.31 e delibera quindi di esprimere parere favorevole sull'emendamento 3.6 del Governo.

Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, avverte che gli articoli aggiuntivi 6.02, 6.03, 6.04, 6.05, 6.06, 6.07, 6.08 e 6.09 riguardano tutti la conservazione degli uccelli selvatici, con riferimento all'articolo 9 della direttiva 409/79/CEE. Poiché gli articoli aggiuntivi 6.03, 6.05, 6.06, 6.07, 6.08 e 6.09 sono fra loro sostanzialmente identici, su di essi la Commissione si esprimerà con un'unica deliberazione. Successivamente, con votazioni distinte, sarà deliberato il parere sugli articoli aggiuntivi 6.02 e 6.04.

Il sottosegretario Roberto BORRONI condivide la proposta dell'onorevole Tattarini di prevedere che le deroghe siano disposte sentiti anche il Ministero delle politiche agricole e forestali ed il Ministero dell'ambiente. Potrebbe peraltro essere opportuno prevedere anche l'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari.

Gianpaolo DOZZO (LNP) comprende le motivazioni della proposta formulata dal collega Tattarini. Tuttavia inviterebbe a non insistervi, dal momento che la previsione di un parere ministeriale finisce per limitare il ruolo delle regioni. Del resto l'Istituto nazionale per la fauna selvatica è sotto il controllo del Ministero delle politiche agricole e forestali, mentre le organizzazioni ambientaliste - e quindi indirettamente il Ministero dell'ambiente - controllano gli osservatori faunistici venatori.

Fortunato ALOI (AN) ritiene estremamente condivisibile la proposta del sottosegretario Borroni, in quanto strettamente connessa con quella precedentemente avanzata dall'onorevole Tattarini. Sarebbe infatti inopportuno emarginare il Parlamento, non riconoscendogli il compito di esprimere un parere.

Lino Carlo RAVA (DS-U), relatore, osserva preliminarmente che è difficile configurare un parere parlamentare su atti di questa natura.
Il suo parere sugli articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 6 scaturisce dall'andamento della discussione che ha chiarito la

 

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rilevanza di talune questioni. L'onorevole Procacci ha senza dubbio centrato il problema di una omogeneizzazione a livello nazionale delle deroghe concesse dalle singole regioni. Sotto questo profilo appare pienamente condivisibile la proposta dell'onorevole Tattarini. Quanto al Parlamento, esso potrebbe essere coinvolto non attraverso un parere sulle deroghe, ma come destinatario della relazione che ogni regione è tenuta a trasmettere annualmente.
Pertanto propone di esprimere parere favorevole sugli articoli aggiuntivi 6.03, 6.05, 6.06, 6.07, 6.08 e 6.09 a condizione che le deroghe di cui alla lettera c) dell'articolo 9 della direttiva 409/79/CEE siano disposte sentiti anche il Ministero delle politiche agricole e forestali e il Ministero dell'ambiente, anche attraverso il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, ed a condizione che la relazione che entro il 31 maggio di ogni anno ciascuna regione trasmette alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed all'Istituto nazionale per la fauna selvatica, sia trasmessa anche al Parlamento.
Esprime invece parere contrario sugli articoli aggiuntivi 6.02 e 6.04.

Il sottosegretario Roberto BORRONI concorda con il parere del relatore.

La Commissione delibera di esprimere parere favorevole sugli articoli aggiuntivi Vascon 6.03, Lembo 6.05, Bastianoni 6.06, Muzio 6.07, Tattarini 6.08 e Ferrari 6.09, a condizione che le deroghe di cui alla lettera c) dell'articolo 9 della direttiva 409/79/CEE siano disposte sentiti, oltre all'Istituto nazionale per la fauna selvatica ed agli osservatori faunistici venatori, anche il Ministero delle politiche agricole e forestali e il Ministero dell'ambiente, anche attraverso il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, ed a condizione che la relazione che entro il 31 maggio di ogni anno ciascuna regione trasmette alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed all'Istituto nazionale per la fauna selvatica, nonché alle amministrazioni interessate, sia trasmessa anche al Parlamento.
La Commissione, con distinte votazioni, delibera di esprimere parere contrario sugli articoli aggiuntivi Valducci 6.02, Vascon 6.04 e Franz 9.025.

Fortunato ALOI (AN) ritiene che l'articolo aggiuntivo 9.016 configuri una scelta di alta civiltà, ossia quella di stordire un animale prima di ucciderlo.

Lino Carlo RAVA (DS-U), relatore, ritiene che la previsione di tale articolo aggiuntivo sia già sostanzialmente contenuta nell'articolo 5 del decreto legislativo n. 333 del 1998.

Gianpaolo DOZZO (LNP) rileva che questo articolo aggiuntivo e quelli immediatamente successivi - sui quali il gruppo della lega nord esprimerà voto favorevole - sono volti a prevedere che, anche per le macellazioni che avvengono secondo riti religiosi, gli animali debbano essere storditi.

La Commissione delibera di esprimere parere contrario sull'articolo aggiuntivo Losurdo 9.016.

Fortunato ALOI (AN) sottolinea che l'articolo aggiuntivo 9.017 è volto a garantire una particolare attenzione per le macellazioni secondo riti religiosi.

Gianpaolo DOZZO (LNP) invita il relatore a modificare il parere espresso sull'articolo aggiuntivo 9.017: non si capisce perché talune specie animali debbano avere minore considerazione delle galline ovaiole che il disegno di legge comunitaria intende tutelare.

Lino Carlo RAVA (DS-U), relatore, osserva che l'emendamento propone sostanzialmente di trasferire alle regioni la competenza sulle macellazioni effettuate secondo determinati riti religiosi. Ritiene che la questione sia stata ampiamente dibattuta in occasione dell'esame del decreto legislativo n. 333 del 1998 e che non sia opportuno ritornarvi in modo quasi incidentale.

 

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Flavio TATTARINI (DS-U) riconosce che si è di fronte ad una questione di civiltà, ma che essa non è posta nei giusti termini. Se si ritiene che determinate macellazioni rituali debbano essere modificate, occorre uno specifico intervento al riguardo, e non può certo bastare l'attribuzione alle regioni di funzioni di vigilanza.

La Commissione, con distinte votazioni, delibera di esprimere parere contrario sugli articoli aggiuntivi Losurdo 9.017, Franz 9.026 e 9.027, e Losurdo 9.028.

Fortunato ALOI (AN) rileva che l'articolo aggiuntivo 9.03 è volto a prevedere, con un'opportuna finalità deterrente, un aggravio delle sanzioni per le macellazioni effettuate non in conformità con i principi del decreto legislativo n. 333 del 1998.

La Commissione, con distinte votazioni, delibera di esprimere parere contrario sugli articoli aggiuntivi Franz 9.03 e Losurdo 9.029.

Fortunato ALOI (AN) invita ad esprimere parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 9.018 su cui il Governo si è rimesso alla Commissione.

Lino Carlo RAVA (DS-U), relatore, fa presente che il suo parere contrario deriva in particolare dal fatto che la proposta emendativa esclude l'applicabilità dell'articolo 4, comma 4, del decreto legislativo n. 119 del 1992, che specifica il contenuto necessario del prospetto delle caratteristiche dei medicinali veterinari.

La Commissione, con distinte votazioni, delibera di esprimere parere contrario sugli articoli aggiuntivi Pezzoli 9.018 e 9.019. Delibera di esprimere parere favorevole sugli identici articoli aggiuntivi Mariani 9.030, Pivetti 9.033 e Lembo 9.021. Con distinte votazioni delibera quindi di esprimere parere contrario sugli articoli aggiuntivi Pezzoli 9.07 e Conti 9.08.

Fortunato ALOI (AN) osserva che la Commissione non sta recependo proposte emendative migliorative presentate dall'opposizione. Sembra quasi che vi sia una posizione di chiusura pregiudiziale a fronte della disponibilità manifestata dal suo gruppo.

Lino Carlo RAVA (DS-U), relatore, con riferimento all'articolo aggiuntivo 9.010, osserva che esso appare condivisibile in linea di principio ma formulato in modo troppo rigido. La questione potrà eventualmente essere affrontata con uno specifico ordine del giorno.
Più in generale fa presente di aver espresso parere favorevole anche su proposte emendative presentate dalle opposizioni.

La Commissione, con distinte votazioni, delibera di esprimere parere contrario sugli articoli aggiuntivi Franz 9.010 e 9.015.

Lino Carlo RAVA (DS-U), relatore, con riferimento all'articolo aggiuntivo 9.09, su cui conferma il parere favorevole, osserva che in caso di sua approvazione sembrerebbe necessario il conseguente coordinamento delle disposizioni di cui all'articolo 22, comma 5, del decreto legislativo n. 194 del 1995.

La Commissione, con distinte votazioni, delibera di esprimere parere favorevole sugli articoli aggiuntivi Conti 9.09 e 9.011 e di esprimere parere contrario sugli articoli aggiuntivi Conti 9.012 e Losurdo 9.013.

Fortunato ALOI (AN) invita il relatore a rivedere il parere sull'articolo aggiuntivo 9.014 che appare pienamente condivisibile.

Lino Carlo RAVA (DS-U), relatore, fa presente che la vigente normativa prevista dal decreto legislativo n. 194 del 1995 non consente che le derrate alimentari trattate a scopo sperimentale siano destinate all'alimentazione dell'uomo e degli animali.

 

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La proposta emendativa ammette tale possibilità in presenza di determinate condizioni.
Ritenendo che non si debbano correre rischi con prodotti oggetto di sperimentazione, conferma il parere contrario.

Uber ANGHINONI (LNP) condivide le considerazioni del relatore, anche perché la sperimentazione avviene di norma con sostanze rispetto alle quali i sistemi di controllo possono presentare margini di incertezza.

La Commissione, con distinte votazioni, delibera di esprimere parere contrario sugli articoli aggiuntivi Losurdo 9.014 e Lembo 9.037.

Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, avverte che i pareri espressi dalla Commissione saranno inviati alla Commissione politiche dell'Unione europea.

La seduta termina alle 16.25.

tratto da http://www.aziendalex.kataweb.it/Article/0,1555,3213%7C383,00.html

 

[GUARDIE AMBIENTALI VOLONTARIE - SERVIZIO VIGILANZA AMBIENTALE].

Ultimo aggiornamento 16/02/01